Uno spillone per gli dei?

Testo di Massimo Vidale.

 

Agli inizi dello scavo, Paolo Michelini, pulendo le superfici prossime al laboratorio, aveva notato l’estremità di un piccolo oggetto in bronzo che emergeva dal terreno. L’oggetto è stato lasciato al suo posto, per procedere allo scavo solo quando è “venuto il turno” degli strati che lo coprivano e contenevano.

Martedì 10, al volgere del pomeriggio, abbiamo proceduto allo scavo. Così, in quella che si è rivelata una piccola buca scavata in antico non distante dall’angolo del laboratorio, circondata dai frammenti di una ciotola e di altri vasi in ceramica, è stato trovato il gambo di un lungo spillone in bronzo infisso verticalmente nel terreno. La testa dello spillone sembra essere stata spezzata e rimossa prima del seppellimento intenzionale dell’oggetto. Proprio questo assetto – che esclude che si tratti di un oggetto casualmente perso – suggerisce un’interpretazione particolare. Anche se non possiamo esserne certi, è possibile che si tratti di un’offerta rituale alle divinità di 3500 anni fa per propiziare la costruzione della casa-laboratorio, o di un altro edificio vicino. Così potremmo esserci avvicinati a un altro aspetto della religiosità degli antichi abitanti della Terramara di Pilastri.

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