Mio caro diario…di scavo. Racconti della 2° settimana di scavo (2.10.17-6.10.17)

Testo di Stefania Candeo e Roberta Busato.

 

A Pilastri la seconda settimana di scavo è giunta al termine in modo inaspettato.

Venerdì ore 16:45, tutti concentrati sullo strato e nuvoloni neri minacciosi all’orizzonte. Sono bastati cinque minuti per far incombere su di noi una tromba d’aria: ma niente panico, la documentazione e lo scavo andava messo in salvo. Siamo riusciti temerariamente nell’impresa, di cui potete anche vedere un breve video sulla nostra pagina Facebook . Questa è stata la conclusione della settimana, ma se siete curiosi di sapere cosa abbiamo fatto nei giorni precedenti di lavoro continuate a leggere.

Ogni mattina sveglia alle sette, mentre facciamo colazione ancora assonnati ci guardiamo negli occhi consapevoli che anche quel giorno un nuovo tassello di storia verrà scoperto. Alle otto siamo già in scavo e con i nostri direttori di scavo riprendiamo le ricerche, che quest’anno si stanno focalizzando su due saggi (A e B), indagati anche nelle precedenti campagne (quanti di voi che sono già venuti a trovarci lo scorso anno se li ricordano?).

Al momento, nel saggio A si sta procedendo a mettere in luce le tracce di aratura per trovare la prosecuzione dei resti di una antica costruzione in legno che pensiamo possa essere una capanna. Non è facile interpretare quanto emerge dalla terra tra i solchi profondi dell’aratro moderno: è un lavoro che richiede pazienza.

Contemporaneamente, nel saggio B, quello di dimensioni maggiori, stiamo continuando lo scavo dell’edificio di maggiore importanza: stiamo parlando di un probabile laboratorio artigianale dotato di una fornace.

Giovedì sul pavimento in terra battuta del laboratorio abbiamo prelevato numerosi campioni di terreno, per estrarne con setacci finissimi frammenti microscopici di ossa, ceramica, schegge di pietra, d’ambra e palco (cioè corno di cervo) che potevano essere stati persi dagli antichi artigiani. Analoghe analisi precedenti ci hanno infatti fornito dati interessanti, come microframmenti di palco di cervo bruciato, trasformati in schegge trasparenti di colore rosso cupo. Se il palco di cervo fosse stato bruciato per caso, oppure per uno sconosciuto processo produttivo, rimane un mistero. Vi sembra strano che in questa parte della pianura vivevano un tempo animali come i cervi?! Non è così strano se pensiamo che all’epoca, nell’età del Bronzo, dove ora vediamo distese di serre per meloni e zucche, crescevano invece boschi.

Nel saggio B stiamo inoltre scavando la superficie esterna al pavimento della capanna, da dove affiora molto materiale ceramico, come frammenti di vaso dotati della famosa “ansa cornuta”, che è tipica della cultura terramaricola e deve il suo nome proprio alla sua forma a corna di animale.

Non tutti noi siamo impegnati sul campo, in laboratorio c’è sempre qualcuno che si occupa di attività altrettanto importanti: chi lava e sigla il materiale rinvenuto (ceramica, ossa animali, ecc.), chi disegna e studia la ceramica, chi setaccia i campioni di terreno e chi osserva questi ultimi al microscopio per individuare resti archeobotanici (come ad esempio semi di farro o altri cereali, rilevanti in quanto ci aiutano a ricostruire la dieta dei nostri antenati terramaricoli).

Non c’è solo duro lavoro e fatica per noi archeologi, anche i momenti conviviali non mancano: giovedì sera abbiamo avuto il nostro ex direttore di scavo, il dott. Valentino Nizzo, qui con noi ed è stata l’occasione per una grande serata di festa. Grazie ai nostri amici della polisportiva e alle loro fantastiche cuoche, ci siamo abbuffati di cappellacci alla zucca, costine, polenta e dolci a volontà.

Vi abbiamo un po’ incuriositi? Il nostro scavo è aperto al pubblico e i primi curiosi sono già venuti a farci visita e fare domande, come “Cosa sono quelle macchie nere nel terreno?” o “E tutti quei cartellini?”. Anche le scolaresche sono venute a trovarci e si sono messe alla prova con vari laboratori, ovviamente tutti a tema archeologico. A noi fa solo piacere il vostro interesse e la domenica pomeriggio abbiamo organizzato una visita guidata allo scavo ed è stato con grande gioia che abbiamo portato quaranta di voi alla scoperta del nostro sito. Anche le prossime due domeniche (15 e 22 ottobre) saremo qui pronti a spiegarvi lo scavo e le sue novità. Vi aspettiamo!

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