Lo scavo della Terramara di Pilastri proseguirà per altri tre anni

Lo scavo della Terramara di Pilastri, giunto oggi alla sua ultima campagna nell’ambito della convenzione triennale siglata tra il Comune di Bondeno e la Soprintendenza, proseguirà l’opera di restituzione del proprio patrimonio culturale per altri tre anni. È quanto è stato dichiarato nella mattinata di venerdì 30 settembre dal Sindaco della città alto-ferrarese in occasione di una sua visita allo scavo, in presenza del vicesindaco Simone Saletti e del dott. Valentino Nizzo, direttore scientifico del sito, oggi alla Direzione generale Musei – MiBACT di Roma.

L’importanza del progetto sociale della Terramara, riconosciuta anche dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, in occasione della sua visita a Pilastri nel giugno 2015, ha portato il Comune di Bondeno a prendere l’importante decisione di investire nuovi fondi per proseguire il processo di restituzione, valorizzazione e comunicazione della storia del proprio territorio. Una proposta che ha subito trovato riscontro nella disponibilità del Soprintendente Luigi Malnati a rendere questo percorso ancora più ambizioso di quanto si è fatto in passato.

Questo è uno scavo che non ha unicamente una valenza scientifica – fondamentale per tutti noi – ma anche una forte rilevanza sul piano del coinvolgimento della comunità. Non solo quella pilastrese, ma tutta la comunità di Bondeno ha infatti avuto l’opportunità di vivere e partecipare con emozione a questo importante percorso di scoperta del nostro passato comune […]

Con queste parole il Sindaco Fabio Bergamini, in presenza di alcuni docenti dell’Università di Ferrara coinvolti direttamente nelle attività di studio e di ricerca, ha motivato la decisione di volere continuare a sostenere un progetto che sta facendo conoscere Bondeno ben oltre i confini regionali, rinnovando dunque la convenzione per almeno altri tre anni e finanziando in parte gli scavi. Una possibilità che, secondo il dott. Valentino Nizzo:

[…] consentirà di ragionare per altri tre anni su come far crescere questa esperienza e allargarne gli orizzonti ben oltre quello che era stato possibile fare all’indomani del terremoto, con la speranza di poter coinvolgere ancora più soggetti, in modo ancora più solido e forte, per far conoscere questa realtà che è così preziosa e particolare.

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